Planimetria del Centro di Educazione Ambientale. La successione delle sale e la collocazione delle istallazioni è finalizzata alla fruizione di un’esperienza sensoriale aumentata

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Vista prospettica delle sale espositive con le istallazioni collocate all’interno

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BAlice Smart Environment

Il progetto è risultato vincitore del Bando Ambiente 2015, emesso da Fondazione con il Sud e diretto alla valorizzazione delle aree naturali protette del Sud Italia. L’intervento prevede la realizzazione di un nuovo Centro di Educazione Ambientale (CEA) di Lama Balice, utilizzando gli spazi sottoutilizzati della struttura di Villa Frammarino, con l’obiettivo di favorire l’apprendimento e la sensibilizzare le future generazioni sui temi della salvaguardia e valorizzazione del paesaggio. Il Centro ospita anche spazi dedicati a un percorso narrativo interattivo sul mondo dei dinosauri, connesso al recente ritrovamento di impronte preistoriche in una cava limitrofa alla lama.
L’intervento interessa prevalentemente il primo livello della villa, che consta di una superficie calpestabile di circa 350 mq. Gli ambienti sono disposti su differenti livelli raggiungibili attraverso scale interne. Al fine di consentire una maggiore accessibilità si è optato per l’uso del sistema di distribuzione esistente, dotato anche di ascensore. Le azione del guardare, ascoltare, toccare rendono il percorso espositivo una esperienza multisensoriale, conformando gli spazi a “misura di bambino” attraverso arredi e dispositivi tecnologici.
Il primo spazio che si incontra raggiunto è una Sala Polifunzionale di circa 100 mq in cui, grazie all’installazione di quattro proiettori sospesi, hanno luogo proiezioni tridimensionali relazionate al mondo preistorico narrato all’interno del C.E.A.; attraverso l’azione del guardare i piccoli visitatori si appropriano progressivamente di uno spazio reso buio attraverso l’ausilio di tende in tessuto che schermano gli ingressi e i varchi e di oscuramenti motorizzati che provvedono a schermare invece i lucernai di copertura.

Al di là di una rampa di scale, al primo livello troviamo la Sala Ambiente “il Parco e la Lama”, composta da due vani, per una superficie di circa 40 mq, in cui i materiali espositivi raccontano ai giovani visitatori la storia del parco di Lama Balice e del suo valore nel territorio. La possibilità di toccare le istallazioni previste in queste sale – il pannello sul territorio metropolitano e il plastico del Parco Regionale di Lama Balice – favorisce l’apprendimento attraverso un’esperienza diretta. In sequenza si articolano quattro sale tematiche, per un totale di circa 90 mq.

La Sala Sauropodi accoglie una scultura interattiva (il lungo collo di un brontosauro) che occupa l’intera lunghezza della sala che accoglie anche teche e pannelli informativi; la Sala Teropodi è allestita con i medesimi criteri. La Sala Archeologia è caratterizzata da una grande teca centrale, bassa, contenente reperti e strumenti che descrivono e rendono comprensibili i metodi e gli strumenti della ricerca archeologica.

Infine, la Sala Anchilosauri, che ospita la scultura di una tartaruga gigante e gli opportuni materiali informativi.
Agli spazi espositivi si aggiungono gli spazi di servizio: due blocchi di servizi igienici; un deposito di piano; una sala di controllo accessibile dall’esterno.
La terrazza aperta al pubblico rientra nel percorso espositivo e prevede quattro pannelli metallici per esterni contenenti informazioni riguardo i caratteri e le peculiarità del Parco Naturalistico che da questa zona dell’edificio è possibile osservare nella sua dimensione panoramica grazie ad attrezzature specifiche.

Team 

ABAP, Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi; CAEB, Club Acquariologico Erpetologico Barese; AIAB, Associazione Italiana di Agricoltura Biologica; SIGEA, Società Italiana di Geologia Ambientale; Coop. Sociale Tracceverdi; Innovatio Apulia; Centro d’Arte 89; Ente Parco; Small Lab

MIUR

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca | L. 107/15, art. 1, commi 33-43 /

Percorsi di Alternanza Scuola/Lavoro

Progetto: Alimentazione, Salute, Ambiente e…Biotecnologie

Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “C. Colamonico – N. Chiarulli”, Acquaviva delle Fonti (BA)

  • Esperienza Laboratorio: “Patogeni ed infestanti dei prodotti alimentari: introduzione alle contaminazioni microbiche negli alimenti e tecniche di campionamento. La refertazione e l’accettazione dei campioni nei laboratori accreditati”.
  • Corso: “Piante officinali e Biocosmesi un binomio sostenibile per il nostro benessere” 3° ed.
  • Indagine Xylella

MIUR

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca | L. 107/15, art. 1, commi 33-43 /

Percorsi di Alternanza Scuola/Lavoro

“Microbes@school” Liceo Scientifico “E. Fermi” – Bari

“Play defense& beat the bugs” Liceo Scientifico “G. Salvemini” – Bari

SCIENZIATI CREATIVI
RICERCATORI E STUDENTI LICEALI BARESI PREMIO INTERNAZIONALE
PLAUSO DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA MONDIALE
“This is not a beer!” è il titolo della foto della piastra di agar premiata con il secondo posto al concorso internazionale di fotografia promosso dalla Società Americana di Microbiologia (American Society for Microbiology, ASM) nell’ambito dell’AGAR ART Contest 2016, realizzata durante una esercitazione rivolta agli studenti del Liceo Scientifico E. Fermi e del Liceo Scientifico G. Salvemini di Bari nell’ambito dei Percorsi Alternanza Scuola Lavoro attivati nell’A.S. 2015/2016 sotto la guida della Dott.ssa Mariarosaria Marinaro, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità e realizzati in collaborazione con l’Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi (A.B.A.P.).
Il premio conquistato è tanto più rilevante poiché al concorso AGAR ART hanno partecipato ricercatori di tutto il mondo con creazioni artistiche realizzate su Agar, il supporto in gel più utilizzato nella ricerca scientifica in microbiologia per l’isolamento di batteri.
I percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro proposti dall’A.B.A.P., in risposta alle istanze dei due Licei Scientifici della città di Bari – “Microbes@school” per il Liceo Fermi e “Play defense & beat the bugs” per il Liceo Salvemini – hanno permesso a 40 studenti delle classi terze di acquisire conoscenze, abilità e competenze nel campo della microbiologia, con lezioni teoriche e attività di laboratorio (queste ultime svolte presso il laboratorio di Malattie Infettive diretto dal Prof. Canio Buonavoglia dell’Università degli Studi di Bari e il Laboratorio Console diretto dalla Dott.ssa Antonia Console).
L’A.B.A.P, ha affidato la direzione delle attività alla Dott.ssa Mariarosaria Marinaro dell’Istituto Superiore di Sanità la quale ha coinvolto gli studenti nell’attività di team working finalizzata all’applicazione creativa delle competenze acquisite e che ha meritato l’attenzione e il plauso della comunità scientifica mondiale. Il team diretto dalla Dott.ssa Marinaro e formato dai 40 studenti dei due Licei unitamente ai ricercatori del laboratorio di Malattie Infettive, è stato l’unico gruppo italiano ad aver superato le pre-selezioni ed essere arrivato in finale con 2 foto sulle 50 foto ammesse.
La felice conclusione di questi Percorsi di Alternanza Scuola Lavoro – promossi dall’A.B.A.P. e svolti in collaborazione con ricercatori di enti pubblici di ricerca, con docenti del Dipartimento di Medicina Veterinaria (Prof. Canio Buonavoglia e Prof.ssa Marialaura Corrente) dell’Università degli Studi di Bari e con altri laboratori presenti sul territorio-, potrà essere certamente di ispirazione per altri percorsi formativi che abbiano come finalità il coinvolgimento attivo e creativo degli studenti e la loro interazione con figure professionali altamente qualificate in campo scientifico e tecnologico provenienti da istituzioni nazionali assicurando ai giovani studenti formati, l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato del lavoro.
Al seguente indirizzo Internet, i dettagli diffusi dalla American Society for Microbiology, ASM:

http://www.microbeworld.org/backend-submitted-news/2132-announcing-asm-s-agar-art-2016-winners

Foto Premiata AGAR ART Contest 2016

Descrizione
Gli Staphylococcus aureus MRSA sono batteri resistenti alla meticillina e ad altri antibiotici. Questi “superbatteri” sono delle vere e proprie minacce per la salute umana e animale. Gli stafilococchi possiedono un enzima, chiamato catalasi, che converte il perossido di idrogeno in acqua e ossigeno. In particolare, lo stafilocco MRSA utilizzato per la preparazione della piastra è stato isolato in laboratorio ed è stato trattato con perossido di idrogeno per produrre “schiuma” e quindi per evocare l’immagine di una birra.
La piastra di Agar Art premiata in questo concorso internazionale trova ispirazione nell’ opera dello scienziato e filosofo Alfred Korzybski ( “La mappa non è il territorio che rappresenta,” USA 1931) e in quella del pittore surrealista René Magritte il quale nel dipinto La Trahison des images ( Ceci n’est pas une pipe, 1928-1929) raffigura l’immagine di una pipa seguita dalla didascalia “Questa non è una pipa” per sottolineare la differenza fra l’oggetto reale e la sua rappresentazione.
La foto della piastra nasce dunque da una semplice reazione enzimatica, quella promossa dalla catalasi, ma rappresenta un’estensione del lavoro di Korzybski e Magritte al mondo batterico ed è anche il personale tentativo degli autori di raggiungere una sintesi tra scienza e astrazione e tra metalinguaggio e microbiologia.

MIUR
Marchio Percorsi Geniali alta

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca | LEGGE 6/2000 – Iniziative per la diffusione della cultura scientifica – Progetti annuali 2012 | Rif. MIUR D.D. 418.13 DEL 11.03.2013 

PROGETTO DI LABORATORIO INTERATTIVO PERMANENTE PANN12 00916

PerCorsi GeniAli – Scoprire le Biotecnologie

Estrarre il DNA con la destrezza di un tecnico della Scientifica. È una delle esperienze che sarà possibile vivere con “PerCorsi GeniAli”. 

Progetto C.A.N.A.P.A. – Coltiviamo Azioni per Nutrire, Abitare e Pulire l’Aria

L’intervento si propone per la reintroduzione e la rivalorizzazione della coltivazione della Canapa, realizzato nell’ottica di recupero sostenibile dei terreni agricoli altamente inquinati circostanti l’impianto siderurgico ILVA di Taranto, nonché della diffusione di consapevolezza della versatilità di questa pianta e dei suoi derivati, generando una “best practice”.